
Padova, 15 marzo 2025 – One Health, prevenzione, innovazione farmaceutica, comunicazione e bioetica: sono alcune delle parole chiave del decalogo della sanità del futuro che è stato illustrato oggi al termine della seconda edizione del World Health Forum Veneto al centro congressi Padova Congress. A presentarlo Manuela Lanzarin, Assessore alla Sanità della Regione del Veneto, assieme al professor Giorgio Palù, che presiede il Comitato Scientifico. Con loro sul palco anche Silvio Brusaferro, dell’Università di Udine, Franco Foresta Martin, giornalista e autore televisivo, Caterina Pastori, del Comitato Scientifico della Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione del Veneto, Rosario Rizzuto, dell’Università di Padova e componente del Comitato Scientifico e Alfredo Guglielmi, dell’Università di Verona. Gli ospiti sul palco hanno consegnato una copia del decalogo ad un gruppo di giovani ricercatori e comunicatori in ambito medico, in un simbolico passaggio di testimone.
Di seguito i punti del decalogo: 1. One Health: oltre le pandemie; 2. I determinanti di Salute: il ruolo della prevenzione; 3. Innovazione in farmaceutica: quali politiche per potenziare la ricerca italiana?; 4. Biotecnologie e Medicina di precisione: nuovo impulso dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie (RNA, genome editing, ecc); 5. Quali prospettive per le malattie genetiche e degenerative?; 6. Finanza, newCo, Biotech, Industria Farmaceutica: leva Fiscale e mercato azionario per un incremento allo sviluppo; 7. Nuovi farmaci per il cancro: necessità di uniformare e semplificare la regolamentazione Europea e impatto su SSN e accessibilità.; 8. I dataset dalla diagnosi allo sviluppo di farmaci: rapporti tra Istituzioni nazionali ed europee; 9. Informazione scientifica nei confronti di una scienza biomedica in rapida evoluzione. Ruolo dei giornalisti scientifici: come formare i comunicatori?; 10. Implicazioni bioetiche della medicina di precisione.
«Un evento come il World Health Forum Veneto ha confermato l’importanza di avere una visione integrata per poter affrontare le sfide globali della sanità – dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia –. Una sanità che deve mettere al centro la prevenzione, l’innovazione in farmaceutica per potenziare la ricerca italiana, guidati dall’Intelligenza Artificiale e dalle biotecnologie per la medicina di precisione. Al centro della nostra agenda ci sono diversi obiettivi, tra cui quello di migliorare l’accessibilità nel sistema sanitario con la diminuzione delle prestazioni in attesa puntando su i monitoraggi periodici, l’intelligenza artificiale e la professionalità dei nostri sanitari per continuare ad essere un modello benchmark a livello nazionale».

«In questa tre giorni a Padova – commenta l’Assessore Manuela Lanzarin -, in cui abbiamo parlato di scienza, prospettive della medicina e nuove frontiere, possiamo confermare che il Veneto in questo campo sta facendo passi da gigante grazie anche all’integrazione tra mondo della sanità e mondo accademico, con le aziende ospedaliere di Padova e Verona, che ci consentono di operare in contesti universitari, integrando cura e ricerca. Oggi abbiamo condiviso con il mondo scientifico un decalogo che accompagnerà la sanità del futuro, sviluppandola tenendo sempre il paziente al centro dell’evoluzione della sanità. Dalla prevenzione, con i determinanti della salute per arrivare allo studio delle malattie genetiche e degenerative che rappresentano una delle tante sfide del futuro, passando dalla medicina di precisione che grazie all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie sarà sempre più performante. Il tutto senza dimenticare l’innovazione farmaceutica e la necessità di potenziare la ricerca».

«Oggi si è fatto il punto sulle necessità e le opportunità che ci offre la medicina personalizzata, che utilizza i dati con una grande capacità di calcolo per creare terapie personalizzata – dichiara il presidente del Comitato Scientifico Giorgio Palù –. La medicina personalizzata ha bisogno di grandi strutture e grandi investimenti per produrre i farmaci. Quello che perderemo nei costi di investimento lo guadagneremo in meno ospedalizzazioni, meno effetti collaterali e più pronta diagnosi e intervento terapeutico».
Tra i panel dell’ultimo giorno del Forum è stato centrale il tema delle micro-nanoplastiche. Il professor Giuseppe Paolisso, dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” ha parlato di “Micro-nanoplastiche e malattie cardiovascolari: evidenze e prospettive”, dimostrando una correlazione tra particelle di plastica nel corpo e rischio di infarto e ictus. «In una ricerca abbiamo seguito per quasi tre anni 307 pazienti divisi in due gruppi: uno con una presenza di micro e nanoplastiche nelle placche delle carotidi, l’altro senza nanoplastiche – ha spiegato Paolisso -. Nel gruppo che presentava nanoplastiche abbiamo riscontrato un rischio 4,5 volte maggiore di essere soggetti a infarto miocardico e ictus. La nostra ipotesi è che le placche che contengono plastiche diventino friabili e i loro residui entrino nel flusso sanguigno andando a ostruire i piccoli vasi negli organi sensibili, in particolare cervello e reni». Paolisso dà anche alcuni consigli per ridurre l’impatto di questi inquinanti sulla salute: «Il primo consiglio è di privilegiare quando è possibile il vetro alla plastica nei contenitori alimentari, ad esempio nelle bottiglie di acqua, che sprigionano nanoplastiche quando beviamo. Il secondo consiglio è di evitare di esporre i contenitori alimentari in plastica a sorgenti di energia. Se mettiamo una bottiglia di plastica al sole, questo ne ecciterà i polimeri e farà quindi rilasciare nell’acqua una maggiore quantità di nanoplastiche».
Sul tema è intervenuto anche il ricercatore Fazel A. Monikh, dell’Università di Padova, che ha esposto “Le incognite del viaggio delle micro-nanoplastiche attraverso il corpo umano” raccontando come la plastica sia stabilmente parte integrante della catena alimentare. «Abbiamo fatto crescere dell’insalata in un suolo contaminato con delle microplastiche tracciabili – spiega Monikh – e riscontrato un grande numero di molecole nella lattuga cresciuta in quel terreno. Abbiamo alimentato larve di insetto con questa stessa verdura e riscontrato nella larva una concentrazione 10 volte maggiore di microplastiche rispetto all’insalata. Abbiamo poi dato da mangiare queste larve a dei pesci e in questi la concentrazione è risultata aumentata ancora di tre volte». Monikh ha poi osservato che «le particelle di nanoplastiche, una volta entrate nel corpo umano, vengono “agganciate” da proteine e grassi, che le trasportano negli organi. È difficile predire dove si spostino perché il percorso varia in base allo stato del corpo, alla tipologia di proteine e di plastiche. Le nanoplastiche non sembrano in grado di entrare nelle cellule del cervello, o potrebbero farlo solo in piccola parte».

Al World Health Forum Veneto si è parlato anche della connessione che intercorre tra cuore e muscoli scheletrici, per comprendere e combattere la perdita muscolare. A discuterne il professor Mauro Giacca, del King’s College London e dell’Università di Trieste, che ha spiegato: «Non è del tutto impossibile pensare che ci potranno essere delle categorie di farmaci basati sull’Rna da prendere, per esempio, in chiave preventiva per migliorare la funzionalità cardiovascolare, per prevenire l'aterosclerosi o per mantenere i muscoli più in forma – conclude Giacca -. È un futuro che adesso facciamo fatica a immaginare dal punto di vista specifico, ma sono assolutamente convinto che nei prossimi vent'anni avremo tantissimi farmaci basati sull’Rna ed è possibile che alcuni di questi verranno usati proprio per prevenire le patologie, invece che curarle».
La manifestazione è promossa dalla Regione del Veneto, dal Comune di Padova, dall’Università degli Studi di Padova, dalla Camera di Commercio di Padova, dalla Fondazione Cariparo, in collaborazione con Fondazione Scuola Di Sanità Pubblica e Venicepromex.
Blum. Business as a medium
Giulio Todescan